Il ruolo del RSPP nella valutazione dei rischi da interferenze

Un intervento di tinteggiatura può diventare un rischio mortale quando incontra la normale attività di un magazzino. Un trabattello, un carrello elevatore in movimento, lavorazioni che condividono lo stesso spazio: è dall’interazione tra queste attività che nasce il pericolo.

La Cassazione penale, con la sentenza n. 35771/2026, ha confermato la condanna di un RSPP per un infortunio mortale avvenuto in questo contesto. Il punto centrale riguarda la mancata segnalazione della necessità di predisporre il DUVRI, per valutare e gestire le interferenze.

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione svolge una funzione tecnica e consultiva. L’assenza di poteri decisionali e di spesa, però, non esclude una responsabilità quando l’omessa individuazione o segnalazione di un pericolo contribuisce a causare l’infortunio.

La responsabilità richiede un collegamento causale tra l’omissione e l’evento. L’obbligo di elaborare il DUVRI resta in capo al datore di lavoro committente.

Per le aziende, questa vicenda offre uno spunto operativo preciso: integrare la valutazione delle interferenze nella preparazione di ogni affidamento.

Prima dell’avvio dei lavori, occorre chiarire:

• quali attività si svolgeranno contemporaneamente;
• dove potranno interferire persone, mezzi e attrezzature;
• quali misure di coordinamento adottare;
• se sia necessario predisporre il DUVRI.

La prevenzione comincia quando si organizzano i lavori. È in quella fase che una segnalazione tempestiva può tradursi in una protezione concreta.

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