SISTRI

Dal 1° ottobre 2013 è operativo, secondo un articolato un regime transitorio in vigore sino al 31 dicembre 2014, il SISTRI - "sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti”, ai sensi del Dlgs 152/2006 e provvedimenti ad esso collegati. 

Il SISTRI impone a produttori e gestori di rifiuti di comunicare tempestivamente per via telematica ad un computer gestito dallo Stato tutti i dati quali/quantitativi relativi alla produzione, al trasporto, allo stoccaggio e allo smaltimento dei rifiuti.  Tale sistema, dunque, impatta in modo sostanziale sulla gestione dei rifiuti non solo dal punto di vista delle registrazioni ma anche dal punto di vista operativo: si passa, infatti, da un sistema cartaceo - imperniato sui tre documenti costituiti dal Registro di carico e scarico, dal Formulario di identificazione dei rifiuti e dal Modello Unico di dichiarazione ambientale (MUD) - ad un sistema informatico che dovrebbe permettere di gestire in modo più efficiente i processi amministrativi relativi ai rifiuti e che introduce meccanismi operativi più vincolanti anche nei rapporti tra soggetti coinvolti nella gestione dei rifiuti.

Ai sensi dall’art.11 del Dl 101/2013, i soggetti obbligati ad aderire al SISTRI sono, a partire dal 1° ottobre 2013, enti o imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale ed enti o imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori. A partire dal 3 marzo 2014, invece, hanno aderito al SISTRI, i produttori iniziali di rifiuti pericolosi, oltre che Comuni e imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della Regione Campania. Fatta eccezione, quindi, per il territorio campano, il SISTRI si applica esclusivamente nell’ambito dei rifiuti pericolosi. Per i produttori di rifiuti non pericolosi, rimane l’opportunità di aderire volontariamente al sistema.

Dall’avvio del Sistri ad oggi numerosi sono stati i provvedimenti normativi succedutisi per garantire il funzionamento del sistema, ultimo tra i quali il Dm Ambiente 24 aprile 2014.


Le ultime novità: le sanzioni per mancata iscrizione scatteranno dal 1° aprile 2015

La legge di conversione del Ddl “Milleproroghe” approvata dalla Camera il 20 febbraio 2015 ha sancito la proroga di 2 mesi – dal 1° febbraio al 1° aprile 2015 – del termine iniziale delle sanzioni  relative alle mancata iscrizione e al mancato pagamento del contributo annuale relativi al SISTRI.

Questo significa che i soggetti obbligati che ancora non hanno provveduto rischiano di ricevere, a partire da febbraio 2015, sanzioni amministrative pecuniarie da 15.500 a 93.000 Euro (per rifiuti pericolosi) e da 2.600 a 15.500 euro (in caso di rifiuti non pericolosi).

Tuttavia, si attende il passaggio della norma in Senato per l'approvazione definitiva.

Ricordiamo che, dal punto di vista operativo, rimarrà in vigore fino alla fine del 2015 il regime del c.d “doppio binario”: i soggetti obbligati sono quindi tenuti a compilare e conservare le scritture tradizionali (registri, formulari e Mud), oltre ad assolvere agli adempimenti previsti dal SISTRI.


il Dm Ambiente 24 aprile 2014

Il Dm Ambiente 24 aprile 2014 ha introdotto importanti novità sia in termini di rimodulazione del novero dei soggetti obbligati ad utilizzare il SISTRI che di inserimento di nuove regole operative per il tracciamento di alcuni rifiuti.

Più precisamente, sono esclusi dal SISTRI enti e imprese con fino a 10 dipendenti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi da scavo, costruzione e demolizione; da lavorazioni industriali e artigianali; da attività commerciali, di servizio e sanitarie. A meno che tali soggetti non decidano di aderire volontariamente al sistema, restano in vigore a loro carico gli adempimenti relativi a registri di carico e scarico e formulari cartacei. Rimangono obbligati all’adesione al SISTRI i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che li stoccano (operazioni R13 o D15) e coloro che raccolgono, trasportano, recuperano e smaltiscono rifiuti urbani nella Regione Campania.

Il decreto precisa poi che per deposito temporaneo di rifiuti - che non necessita di autorizzazione – si debba intendere uno stoccaggio preliminare alla raccolta, per carico e scarico, trasbordi e soste tecniche all'interno di porti, scali ferroviari, interporti, impianti di terminalizzazione e scali merci che non superi i 30 giorni. 

Per quanto riguarda gli oneri contributivi, è stato prorogato al 30 giugno 2014 il termine entro il quale i soggetti tenuti ad aderire al Sistri devono effettuare il versamento del contributo annuale.

Decreto Ministeriale n. 126 del 24 aprile 2014